C’era una volta Cinzia, una bella ragazzina con dei lunghi capelli rossi e parecchie lentiggini sparse qua e là sulle sue guanciotte paffute.
Viveva in una casetta di legno, in riva al mare, sull’isola di Maggetta, un posto bellissimo dove il sole non si stancava mai di splendere, anzi, era sempre in ritardo verso l’ora del suo tramonto, e la luna si seccava parecchio, per questo erano sempre in lite.
Una mattina, Cinzia passeggiava sulla spiaggia e qualcosa nell’acqua attirò la sua attenzione: una cosina starnazzante che non ne voleva sapere di farsi riconoscere.
La ragazzina si avvicinò all’acqua che schizzava goccioloni fin sulla sabbia e disse: “ Ehi, smettila di muoverti e dimmi chi sei.”.
“ Ma che ne vuoi sapere tu, ” disse la cosina con una voce stizzita, “ è quel sole presuntuoso e impertinente che mi perseguita; non ne vuol sapere di tramontare alla sua ora ed io sono costretto ad uscire dall’acqua solo a tarda sera per cercare i Mitung .”.
Cinzia rimase sbalordita: la cosina mentre parlava continuava a muoversi e a schizzare acqua, ma lei non era riuscita neanche per un istante a vederne la forma.
Era incuriosita però, dalla strana parola udita prima, ” Mitung…”pensava,” cosa avrà voluto dire? Forse si trattava di un cibo particolare di cui non ho mai sentito parlare? Mah! Sarà meglio chiederglielo. Ehi.. tu, hai forse detto che cerchi i Mi.. t..”. “ si, si” interruppe cosina, “ i Mitung. Sono strani sai, usano nascondersi, dicono.. sotto la sabbia , ma talmente sotto che arrivano fino all’acqua, dicono…”.
Cinzia era più incuriosita che mai: “ Ma perché li cerchi?” chiese.
“ Furba, non sai che se riesci ad entrare in contatto con loro puoi diventare qualunque cosa? Puoi avvolgerti nei desideri più profondi et.. voilà…diventano realtà!”
A questo punto, finalmente, con una piroetta la cosina si rivelò in tutto il suo splendore! Era nientemeno che un granchietto privo del suo vestitino che aveva perso durante la muta. “ Ah! Ecco perché puoi uscire solo al tramonto; il sole scotterebbe il tuo corpicino nudo.”
“Fai poco la spiritosa, ragazzina! Quando avrò trovato i Mitung non sarò più uno stupido granchio. Voglio diventare un musicista bravissimo, acclamato in tutto il mondo. Chiunque vorrà conoscermi e tutti mi invidieranno.”
Cinzia annuì con stupore!...riflessiva ,poi, rispose:”Sei proprio convinto di voler diventare un umano, seppur musicista, sempre di corsa, mai tempo per sé stesso, invece di goderti il tuo habitat naturale, mare, sole, le tue amate rocce, senza fare alcunché tutto il giorno? Senza orari. Essere svegliati da un timido raggio di sole mattutino e riposare al caldo rosso del tramonto? Il tuo grande musicista invidierebbe questa vita da nababbi. Hai tutto e non lo sai.”
Il granchietto, che un nome lo aveva ed era anche bello, si chiamava Ludwig, sentì una scossa attraversargli le chele, smise di annaspare e lanciando uno spruzzo di acqua salata negli occhi di Cinzia, un po’ indispettito disse:”Ecco, lo sapevo che prima o poi qualcuno mi avrebbe aperto gli occhi, accidenti! Ero tanto indaffarato ad inseguire il sogno, che non avevo per niente riflettuto sulla reale vita che avrei fatto. Eh già! Impegni, viaggi continui? Per cosa poi? Per gli applausi di quella stessa gente che a casa, poi, avrebbe gustato chele di granchio o un bel risottino al sapore di…granchio???
NO, no , grazie! Sai, Cinzia, hai proprio ragione tu. E’ questo il mio mondo. Come potrei desiderare altro?
E così, il tenero Ludwig cominciò finalmente a godersi la vita: di giorno lo vedevi cullarsi sugli scogli accarezzato dal mare…qualche tuffo… e via a rincorrere uno… spuntino; di sera si fermava a chiacchierare con la sua nuova amica Cinzia, sulla spiaggia,con lo sfondo meraviglioso del tramonto,fino a tarda notte.
Prima di lasciarsi contavano le stelle, ogni stella un desiderio, ma sempre lo stesso:”Stellina cara, per favore non farci mai incontrare i Mitung”.
“Sai, Ludwig non lo sa, ma una notte io li ho incontrati i Mitung, erano proprio lì, fra le stelle, altro che nel profondo del mare. Chissà se anche Ludwig li ha visti, quella volta? Mah