|
|

|
| TITOLO: |
PENSIERI DI UN NEONATO - Premio speciale "Parole...per crescere 2007 |
| AUTORE: |
Antonella Perrillo |
| GENERE: |
Racconto per bambini e ragazzi |
 |
Sono nato tre giorni fa. Da due genitori davvero tontoloni, a dirla tutta. Ho un grosso grosso problema. Mamma e papà non mi capiscono! Piango e…sapete cosa fanno? Mi ficcano un coso tondo chiamato ciuccio in bocca. Ehi,ma credono che per farmi smettere di frignare basti tapparmi la bocca? Eh no,miei cari…io lo risputo fuori! E ricomincio anche a piangere! E adesso che faranno? Mi attaccheranno un cerotto sulle mie povere labbruccie?? Io sono molto delicato!! Ma è ovvio che devono fare, no? Quando un neonato piange, o ha fame o ha sete o si è fatto addosso la popò! Io ho una fame tremenda…andiamo, è tanto difficile capirlo? Emetto un lamento talmente forte che il papà si mette le mani in testa…è leggermente divertente, a dire la verità… Avrà fame? Chiede la mamma. Ma no…per me ha sonno… afferma papà. Certo che gli uomini non capiscono proprio niente. Non che le donne siano meglio…ma almeno la mamma ci ha azzeccato. A proposito, io non so nemmeno se sono maschio o femmina…ma come faccio a capirlo? Non ho i capelli…io è da quello che distinguo uomini e donne. I maschi hanno quasi tutti i capelli corti e le femmine ce li hanno lunghi…comunque, l’indomani l’arcano sarebbe stato svelato… Alla fine finalmente mi hanno dato un po’ di lattuccio…è abbastanza tiepido, ma non perfetto. Va beh,è la prima volta…li risparmierò da una notte di urli e pianti! Il giorno dopo,la mamma e il papà si sono messi a discutere sul nome da darmi. Ermelinda…dice la mamma. Ehi, ma sei matta? Sembra un nome da pecora! Angela…tenta papà. Ma io sono tutt’altro che un angelo,eh eh. Mmm…Stella? Riazzarda la mamma. Beh,questo più o meno mi piace. Comunque a giudicare da questi nomi, devo essere proprio una femminuccia…meglio così. I maschi sono tonti. Proprio come papà. Ci sono! Il papà sbatte le mani facendomi sobbalzare dalla mia comoda culletta…vorrei urlargli addosso che sta disturbando le mie riflessioni ma…purtroppo non so parlare! Non mi resta che piangere… Papà si avvicina alla culla e mi prende in braccio osservandomi con quei suoi occhialoni da scienziato pazzo. Inizia a cullarmi…o Madonna mia, questo mi fa perdere la presa! Mi aggrappo alla sua cravatta e quasi lo strozzo. Dopo essersela aggiustata, dice,rivolto alla mamma Tesoro, hai visto? Vuole il suo papà sempre vicino a lei! Si, come no! Se ti avvicini un altro po’ ti strozzo sul serio stavolta!! Cerco di prendergli la cravatta mentre lui schiva la mia manina divertito. Alla fine mi arrendo. Non è giusto. C’è troppa differenza d’età! Allora, piccolina…che ne dici del nome…Geltrude? mi dice cullandomi ancora. Aiuto, mi gira la testa…però ho sentito benissimo!Geltrude? Bleah! Ma da dove gli è uscito? Emetto un altro dei miei delicati e sonori lamenti. La mamma mi prende in braccio No,non credo che Geltrude le piaccia! Almeno con lei non rischio di cadere col muso in terra. Comunque, per sicurezza, è meglio tenersi ben stretti…credo di soffrire di vertigini! Che ne dici, piccolina,di…Barbara? Ehi, questo è carino.Le sorrido mostrando la mia bocca completamente sdentata. La mamma sorride anche lei. Ah, vedi caro? Questo le piace! Il papà ci guarda scettico Mah…io non lo trovo un nome molto adatto a lei..Ma stai zitto! Che vuoi capirne tu? Però se sembra che a lei piaccia…allora va bene. Ah…questa è la cosa più intelligente che ha detto in due giorni insieme. Nel pomeriggio, abbiamo avuto un piccolo problemino…tecnico. Mamma mi ha messo sul tavolo e mi ha levato il pannolino. Poi si è tappata il naso. Ehi,non è mica colpa mia!Sei tu che mi nutrisci,non scordartelo. Caro…perché non ci pensi tu? Ah! Fifona!Non sai neppure affrontare un piccolo escremento e un po’ di puzza? Eh no, carissima…sei proprio tu che dovrai occupartene! Emetto uno dei miei soliti lamenti. Papà si allontana sorridendo Credo proprio che voglia te! Dopo un’estenuante lotta della mamma contro i miei…ehm…materiali da rifiuto, sono finalmente riuscita ad avere un po’ di pace davanti alla televisione. So di essere un po’ offensiva ma…gli adulti sono creature davvero davvero strane. Il giorno dopo ad esempio siamo andati a trovare la nonna. La nonna è troooppo sdolcinata. Appena siamo arrivati mi ha preso in braccio (con una presa non migliore di quella di papà…) e ha iniziato a sbaciucchiarmi dappertutto. Mi piacciono le coccole,ma non credete che sia un tantino esagerata? Quando la mamma poi l’ha convinta a lasciarmi andare mi sono avviata a gattoni verso la porta, in un disperato tentativo di fuga…e considerate che non so ancora andare a gattoni, perciò era davvero un disperato tentativo di fuga! Purtroppo il papà mi ha beccato subito…mi ha preso in braccio dicendo Eh, Barbarina…dove credi di scappare? e fissandomi sempre con quei suoi orrendi occhialoni. Dico, ma non se li toglie mai? Glieli ho tirati giù, convinta di migliorare il suo aspetto estetico…ma purtroppo senza quelli è ancora più brutto…Inoltre, quando glieli ho tolti,papà mi ha messo sulle spalle (veramente all’inizio stava per posizionarmi sulla sua megatesta pelata…) e si è abbassato cercando a tastoni i suoi occhiali sul pavimento. Io, divertita,gli ho dato un colpetto sulla schiena sfoderando il mio sorriso migliore…anche se quando sei sdentata e sbavi, il tuo sorriso migliore non è un granchè…comunque, a quel punto è iniziata una specie di maratona sul rodeo!Papà urlava e strepitava Brutta cattiva, stà ferma che papà non ci vede! Ehi,come ti permetti di chiamarmi brutta cattiva?Tanto per cominciare, io sono bella da urlo…da grande diventerò una modella superstar. Cattiva un po’ lo sono, ma nessuno può dirmelo in faccia!Così gli ho dato un’altra serie di colpetti sulla schiena e lui inizia ad urlare implorando la mamma di venire subito qui. Ma andiamo, non sai neppure tener testa a una neonata, pappamolla? La mamma arriva correndo. Mi toglie da sopra la schiena di papà mentre io scalcio con i miei piedini in miniatura. La nonna, invece, raccoglie gli occhialoni di papà e glieli ripoggia sul naso sgridandolo Non ti sembra che Barbara sia un po’ piccola per giocare al rodeo? Poteva farsi male, imbranato! Ehi, non è stata colpa mia! Mi ha fatto cadere gli occhiali… La mamma lo blocca, cullandomi dolcemente Non cercare di dare la colpa alla piccolina! Barbara non farebbe mai una cosa del genere, vero tesoruccio? Io uso il mio sguardo da ruffiana mentre papà mi guarda scuotendo la testa. Quando siamo tornati a casa era ormai sera. La mamma mi ha messa bella comoda nella culletta e mi sono addormentata subito. L’indomani, quando mi sono destata dal mio lungo sonno (Madonna,ma sono una poetessa! Avete visto che vocaboli che uso?), ho volto immediatamente il mio sguardo verso il lettone per vedere se la mamma si fosse già alzata. Macchè, dorme ancora come un ghiro. Sveglia,il sole è sorto da un pezzo sfaticata! Inizio a piangere per farla svegliare. Appena emetto il primo lamento la mamma si alza, allarmata, e si dirige verso di me Piccolina, tutto a posto? Io smetto di piangere e mi risdraio.Ho raggiunto il mio scopo. Ora posso tornare a riposarmi. La mamma mi guarda storta piccola birbona! Mi gratta il pancino. Ehi,lo sai che io soffro il solletico! Inizio a ridere mostrando nuovamente la mia boccuccia priva di denti…ma quando mi cresceranno? Sono già stufa di mangiare latte e pappa Mellin! La mamma continua a farmi il solletico mentre io mi ribalto dentro la culla. O mio Dio, la vuoi piantare? Certe persone sono proprio irresponsabili. Così mi farà venire un attacco di ridarella acuta! Voi non sapete cos’è vero? E’una malattia molto rara che ho inventato io! E’quando un neonato non piange più. A dire il vero, non credo che potrà mai contrarre qualche mio collega…il pianto è il nostro linguaggio, il nostro mezzo di comunicazione…non sappiamo parlare! Quale altro metodo potremmo usare per far capire a mamma e papà che vogliamo la pappa o che ci devono levare dal pannolone il materiale di scarto? Comunque, solo cinque mesi dopo ho pronunciato la mia prima parola. Sapete quale è stata? Immagino già la vostra risposta: mamma oppure papà. Beh,siete fuori strada. Ebbene,la mia prima parola è stata caramella. O meglio pappamella.Ehi, non ridete!Ho solamente un dente, non è possibile parlare perfettamente, vi pare?Comunque credo che vi chiederete come mai proprio “caramella”. Dovete sapere che quando mi è spuntato il primo dente, non ho perso tempo e sono corsa a provare un cibo…solido. La mamma mi ha capita e mi ha dato una caramella di quelle che si sciolgono in bocca e non c’è bisogno di masticarle. All’inizio ero un po’ riluttante…sapeva di dentifricio! Poi mi sono abituata, dato che ancora non potevo mangiare nient’altro!Adesso vi racconterò i miei pensieri di quel fatidico giorno: Stanno per venire i colleghi scienziati di papà a pranzo. Già me li immagino.Tutti con dei grossi occhialoni come quelli di papà, e tutti loro mi prenderanno in braccio come lui! Aiuto! Oggi mi schianterò di sicuro in aria! Dovrei scrivere le mie volontà testamentali. Ma purtroppo non so scrivere. Beh, farò un disegno. Mi avvicino gattoni alla mamma e le scuoto il pantalone cercando di farmi capire. La mamma mi prende in braccio Cosa c’è tesoruccio di mamma? Hai fame? Mi metto le mani in testa. Mio Dio, ma perché gli adulti sono così stupidi?Dopotutto i neonati non sono certo incomprensibili, no?.......Perchè ridete?Lasciamo perdere! Le indico i fogli di carta sul tavolo. Sembra venirle un’illuminazione ma sicuro, vuoi disegnare! Oh,sono un genio!Mi prende un foglio e dei pennarelli sorridendo. Un genio?Si, si. Continua a sognare. Mi sdraio sul pavimento e inizio a “creare”. Disegno la mamma con vicino il libro blu, che è il libro di Cenerentola, e il libro rosso,quello di Biancaneve. Il secondo glielo lascio volentieri. La strega che ci sta disegnata dentro mi fa venire gli incubi di notte! E’orrenda!Cenerentola, invece, è una bella favola.Tranne per il fatto della scarpetta di cristallo. Ah, gli adulti sono talmente stupidi che non si accorgono neppure di aver perso la scarpa per le scale. E’tragico! Poi disegno il papà con accanto le apette della mia culla e un vecchio giocattolo che mi ha regalato la nonna. Chissà se ci giocherà?...macchè, ci farà qualche esperimento sopra! Meglio lasciargli solo le apette!Cancello con una lunga linea nera il disegno del giocattolo. Sento il campanello. Ansiosa di vedere i colleghi del papà mi dirigo gattoni verso la porta. La mamma mi precede. Brutta,gigante guastafeste! La porta si apre ed entra un uomo alto e bello, altro che il papà! Poi entra una donna anziana con un bastone e infine un altro uomo un po’ più brutto del primo. Però nessuno di loro ha gli occhialoni! Che sollievo! La mamma e il papà salutano tutti con un gran sorriso che viene loro ricambiato. Mi ignorano. Ehi, ci sono anch’io, ve ne siete accorti? Il primo uomo mi guarda Ah!Questo è decisamente il vostro capolavoro,ragazzi! Mi si avvicina e mi prende in braccio. Mamma, papà, vi ho voluto bene! Chiudo gli occhi, convinta di cadere giù da un momento all’altro. Ma questo per fortuna non succede. Apro gli occhi e sorrido sollevata mostrando vanitosamente il mio unico dentino. L’uomo mi mette giù.Mentre riappoggio i piedi a terra vedo spuntare dalla sua tasca un pacco di quelle caramelle che mi piacciono tanto. Inizio a urlare guardandogli la tasca. La mamma mi prende in braccio Che c’è piccola? Io scalcio indicando l’uomo. Questo mi guarda stupefatto. Andiamo, sgancia le caramelle! Nessuno mi capisce. Così alla fine urlo Pappamelle! Sotto lo sguardo stupito e felice dei presenti. Ebbene, è così che ho detto la mia prima parola. Ma adesso veniamo ad un altro episodio molto importante della mia vita: quando ho iniziato a camminare. E’successo quando avevo ormai 11 lunghi mesi alle spalle. Parlavo abbastanza bene, avevo già cinque dentini, ma ancora non sapevo stare in piedi. Nei mesi precedenti avevo provato ad alzarmi aggrappandomi alla sedia, ma il risultato era sempre stato un sonoro tonfo con il sederino a terra. Beh, quel giorno non fu così. Ecco come è andata nei dettagli: Sono a casa della nonna. Mamma e papà se ne stanno in cucina a chiacchierare mentre io sono seduta a terra a guardare la televisione. Ad un tratto vedo Beep Beep, una specie di pavone, correre a tutta velocità. Ehi,se un pavone corre in quel modo figurati che posso fare io se mi alzo in piedi! Mi aggrappo al divano e provo ad alzarmi. Faccio un movimento da ballerina con il bacino e poi cado a terra. Ma non mi arrendo. Ci riprovo una, due, tre volte. Alla quarta volta ci sono riuscita. Mi sono aggrappata nuovamente al divano e mi sono sollevata. Dopo il solito movimento del bacino, però, non sono caduta. Sorrido con la mia bocca ora non più sdentata e chiamo urlando la mamma. Lei corre e mi vede. Mi prende per le mani. Ehi, non cado! Ah, ma quanto sono brava da 1 a 10?11! In poco tempo, con l’aiuto di mamma e papà, ho iniziato a camminare. A cinque anni ero una furia. Parlavo a raffica, correvo come una forsennata e combinavo un sacco di guai. A scuola non me la sono mai cavata tanto bene. Insomma,ero una rovina per i miei genitori! Ora sono grande e ho un figlio maschio. E finalmente ho capito che i neonati sono davvero incomprensibili, anche se da piccola non lo avevo mai ammesso!Chissà, adesso mio figlio penserà la stessa cosa di me che io pensavo della mamma! E da grande capirà a sua volta che in realtà era lui ad essere strano! Chi lo sa cosa ci riserva il futuro? Ma per ora voglio solo godermi il mio presente e… il mio passato!
|
| BIOGRAFIA DELL'AUTORE |
|
|
|
|