TITOLO: IL SACI
AUTORE: I BAMBINI DI CARTA di Belem - Brasile
GENERE: Racconto


Il saci è una entità molto popolare del folclore Brasiliano. Alla fine del secolo XVIII già si parlava di lui tra i neri, i “mestiços” e i tupi-guarani, da dove ha origina il nome.
In molte regioni del Brasile, il saci è considerato un essere molto burlone, che nasconde gli oggetti di casa, spaventa le bestie, fischia nell’orecchio delle persone, scompiglia le cucine; mentre in altri luoghi lui è visto come una figura malévola (cattiva).
Il saci è un nerino con una gamba sola che fuma la pipa e porta sulla testa un berretto (carapace) rosso che gli dà poteri magici, tra cui, quello di apparire e sparire dove e quando desidera. Egli ha una mano bucata e  gli piace gettare piccoli oggetti in l’alto e farli passare da quel foro per prendeli con l’altra mano.
Ha l’abitudine di spaventare i viaggiatori o cacciatori solitari che si avventurano per luoghi deserti nei “sertões” o foreste, con un sibilante fischio nelle orecchie, per poi apparire in una nuvola di fumo chiedendo fuoco per la sua pipa.
A lui piace nascondere i giochi dei bambini, liberare le bestie dalle stalle, spargere sale che trova nelle cucine, e nelle notti di luna, monta un cavallo ed esce fuori al galoppo provocando grande subbuglio.
Dice la credenza popolare che dentro le bufere di vento c’è un saci. Dice anche la tradizione che, se qualcuno getta dentro il piccolo ciclone  un rosario di macchia benedetto, può prenderlo, e se riusce a prendere il suo berretto rosso, sarà ringraziato con la realizzazione di un suo desiderio.

 

BIOGRAFIA DELL'AUTORE

I “nostri” Bambini di Carta che da anni sosteniamo a distanza, hanno deciso di ringraziarci  a loro modo, mandandoci molti piccoli disegni e questa leggenda amazzonica scritta con tanto amore durante le loro attività.
 
 
INFORMAZIONE PER GLI ADULTI SU "I BAMBINI DI CARTA"

Gli educatori volontari scrivono, tra l’altro, negli aggiornamenti, che ci inviano con la “Voz do bambino…”, su quanto succede nel piccolo mondo dei progetti di
Ai.Bi. – Belém : 

In Brasile, il 18 maggio è stato istituito come il Giorno Nazionale di lotta all’abuso, contro i bambini e gli adolescenti.
Purtroppo, in questo paese quando viene proposta o implementata una riflessione  politica  riguardante i più bisognosi, è perché c’è una realtà  che grida questo disagio, che non lo sopporta più, che sta diventando insostenibile…
L’abuso e lo sfruttamento dei bambini, sono un fenomeno che riguarda milioni di persone e necessita di un intervento delle istituzioni urgente e capillare, in modo da sensibilizzare la società  e coinvolgere i numerosi attori sociali perché si responsabilizzino nel rispondere a questa emergenza.
Lo Statuto dei Bambini e degli Adolescenti (ECA – estatuto da criança e do adolescente), la Costituizione Federale del Brasile e il Codice Penale Brasiliano si schierano dalla parte  dei bambini e degli adolescenti contro ogni forma di abuso, prevedendo pene non soltanto per chi abusa, ma anche per chi non interviene in difesa di tale crimine.
Ad Ananindeua, municipio dove si svolge il progetto Cantinho São Rafael, la realtà non è diversa delle altre città. Ananindeua infatti è localizzata nell’area metropolitana di Belém del Parà; la prossimità  con località di frontiera, il coinvolgimento nel traffico internazionale di droga e di esseri umani non la rende facile terreno di sensibilizzazione; al contrario, le statistiche ci dicono come l’abuso nei confronti di bambini e adolescenti sembra essere considerato pratica quotidiana e impunita.