Caro libro dei sogni,
la notte la trascorro sempre con una delle tue storie: tristi, allegre, paurose, strane, e ci sono sempre dentro io.
Tu sei un libro che non ha un numero preciso di pagine, perché quando vivo una delle tue storie, subito ne nascono altre.
A volte mi consigli quello che devo fare, altre volte quello che mi racconti si avvera. Anche se mi fai passare momenti brutti, mi insegni a resistere alle paure.
Io ti considero un grande amico che vive nella mia anima, e volevo dirtelo.
Tu mi fai trascorrere momenti che neanche nella realtà vivo, mi fai conoscere persone vissute prima di me e luoghi che non conosco.
Tu sei l’unico che conosce tutto di me, sei una cosa misteriosa e anche un po’ incomprensibile, perché succede spesso che all’improvviso tutto cambia. Come ad esempio, quella volta che la zia si è trasformata in una mucca parlante. Stava dando da mangiare agli animali e si è ritrovata a ruminare fieno. Oppure la volta che era estate e nuotavo in piscina e improvvisamente è diventato inverno e si è messo a nevicare.
Vorrei saperne di più su di te.
Volevo dirti questo, libro dei sogni.
Fatti sentire presto,
Marialaura
Poesia mia, vai,
vai e gira il mondo,
sulle ali di una rondine
sul dorso di un cavallo
nel becco di un pellicano
tra le onde dell’oceano,
e lasciati trasportare dal vento.
Così quando avrai visto il mondo
tornerai da me
e non sarai più triste,
ma felice e cresciuta
come nessuna poesia è mai stata.