TITOLO: GIACOMO E LA COLAZIONE
AUTORE: Gabriella Viganego
GENERE: Racconto per bambini e ragazzi


 Quella mattina Giacomo non voleva fare colazione e pensò: "Beh, in fondo cosa cambia.  Mangerò di più a pranzo..." e si avviò verso la scuola.  Lungo la strada si accorse che le automobili sembravano avvolte da una nebbiolina e che i rumori erano un po’ ovattati.
"Che strano!" pensò "Eppure mi sono lavato le orecchie..."
 Arrivato vicino alla Via Maestra, dove c'era la scuola (è ovvio), decise di aspettare la sua amica Marta per portarle la cartella.  Infatti, la mamma gli aveva detto che le bambine sono molto sensibili alle gentilezze e allora voleva farsi vedere "cavaliere" per conquistarla.
 Mentre aspettava passò Andrea, il primo della classe, un bambino cicciottello e veramente antipatico. Sapeva sempre tutto e studiava tutto il giorno. 
 La mamma diceva sempre:  "Perché non fai come Andrea che studia sempre?  Andrea è andato in biblioteca.  Andrea ha fatto un pensierino sul Museo della Storia..”  Andrea di qui. Andrea di lì…Che noia!
Si  avvicinò  e disse  "Hai studiato Scienze?   Sai  che forse ti interrogherà.    Io la so a memoria...”  Mentre parlava masticava chewing-gum,   mostrando i suoi brutti denti neri.
  Sì, perchè dovete sapere che a furia di mangiare dolci, Andrea aveva tante carie di rischiare di rimanere senza denti.
  "Sì, mi sono preparato bene.  So bene soprattutto gli alimenti e l'apparato digerente.”  rispose Giacomo, con aria di   superiorità.
"Beh, vedremo a scuola cosa saprai fare.”  Disse il ragazzino andandosene.
"Uh, come mi è antipatico.  E poi vuole fidanzarsi con Marta….Sostiene che lei adora i primi della classe. Bisogna che faccia bella figura durante l'interrogazione."
  Mentre pensava questo, vide la ragazzina avvicinarsi con le sue amiche, Valeria e Sara. Agitato, rosso come un pomodoro, si avvicinò a Marta e..."Ciao vuoi darmi la tua cartella? ... Mi sembra molto pesante..."  disse.
  Marta,  rossa anche lei e  non  solo nel colore dei capelli,  ma lusingata  dalla proposta, rispose: "Grazie, volentieri.  Oggi abbiamo molti libri da portare."    e gliela porse.
  Giacomo non capì cosa fosse successo, si rese solo conto che le tre ragazzine erano andate via ridendo a crepapelle e prendendolo in giro.  Un suo amico, Umberto, che passava di lì, gli disse:    "Giacomo non ti senti bene?  Non hai avuto neanche la forza di tirare su la cartella .... Sarà meglio che tu faccia un pò di sport. Ah!  Ah!  Ah!  Sei un pò deboluccio... "
 Arrivato a scuola, Giacomo non si sentiva del tutto a posto, gli sembrava di avere la testa confusa e le orecchie che ronzavano.  Inoltre la pancia borbottava facendo degli strani rumori.
 La maestra col registro in mano stava decidendo chi interrogare e la scelta cadde su Marta e Giacomo. Meno male.  Il giorno prima a casa aveva ripetuto bene a voce alta davanti allo specchio tutta la lezione di scienze.
Sicuro di sè andò alla cattedra e qui ... successe l'incredibile.
NON SI RICORDAVA PIU' NIENTE!  Ma cosa gli stava succedendo?
 Improvvisamente l'aula si mise a girare e la maestra sembrava un mostro con la faccia lunga lunga e la voce strana che gli faceva domande che non capiva e Giacomo la guardava con lo sguardo perso.   "Ma cosa sta dicendo?  Di cosa sta parlando?"
 Arrabbiata la maestra lo mandò a posto dicendo: "La prossima volta studia la lezione che ti ho assegnato, somaro!" 
 Ma cosa era successo?  Che figura!  Marta lo guardava con aria seccata: "E pensare che per un periodo mi era anche piaciuto quel somaro lì!  Credevo che fosse un ragazzino intelligente ed anche un pò ... fusto."
Quel giorno aveva avuto la prova che si sbagliava proprio.
 Subito dopo c'era la lezione di ginnastica.     Meno male, Giacomo si sarebbe rilassato un pochino,  facendo i suoi soliti giù di corsa.
 Invece dopo un giro cominciò ad ansimare e ad avere il fiatone.  "Che fatica.  Mi sembra di avere i piedi di piombo!"  pensò tra sè e sé.  
 Anche l'insegnante di ginnastica lo sgridò perché lo vedeva svogliato e distratto.
 E fu un'altra brutta figura con i compagni e soprattutto con Marta.  Intanto Andrea era passato alla carica stava facendo una corte spietata alla sua preferita: "Oh povero me pensò Giacomo "ho perso ogni possibilità di conquistarla."
 Disperato e molto abbacchiato si andò a sedere proprio mentre suonava la campanella della ricreazione.   Il suo amico Umberto, che aveva capito che c'era qualcosa di strano, gli si avvicinò e gli offrì metà della sua merenda: un panino col prosciutto cotto.  Giacomo lo divorò e subito si sentì meglio.
 Quando la lezione di ginnastica riprese fece non solo la corsa, ma anche il salto in lungo, mentre Marta lo guardava ammirata.
 Tornato in classe si fece interrogare dalla maestra che si complimentò con lui per la preparazione.
 Si sentiva veramente bene e, pensò di tentare nuovamente la conquista della bella compagna di classe.
 All'uscita di scuola si offrì di portarle la cartella e questa volta non fece brutte figure.  Anzi lei lo invitò a casa sua per quel pomeriggio a studiare insieme.
 Mentre tornava a casa felice e contento, ripensò a ciò che era successo.
 Era stata tutta colpa della colazione non fatta: eh, per pigrizia aveva rischiato di perdere Marta e anche di prendere un brutto voto.  No, no, d'ora in poi avrebbe sempre fatto un'abbondante colazione. 
 Tra l'altro era quello che aveva sempre detto la maestra Lella.  Che, come il solito, aveva ragione.

 

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