TITOLO: QUATTRO STORIE AL FRULLATORE
AUTORE: Dai racconti di Gianni Rodari
GENERE: Gioco
Ciao bambini, le storie, i cui titoli trovate al fondo della pagina, sono state spezzettate e di 4 ne abbiamo fatto una sola. Ci auguriamo che voi abbiate letto molti racconti  di Rodari e sicuramente, poiché questi sono davvero divertenti, li ricorderete.
Sapreste rimettere tutto al giusto posto?
   
Giovannino Perdigiorno era un grande viaggiatore.
Viaggia e viaggia, una volta capitò in un paese dove gli spigoli delle case erano rotondi, e i tetti non finivano a punta ma con una gobba dolcissima. Lungo la strada correva una siepe di rose e a Giovannino venne lì per lì l'idea di infilarsene una all'occhiello. Mentre coglieva la rosa faceva molta attenzione a non pungersi con le spine, ma si accorse subito che le spine non pungevano mica, non avevano punta e parevano di gomma, e facevano il solletico alla mano.
-Guarda, guarda,- disse Giovannino ad alta voce.
Di dietro la siepe si affacciò una guardia municipale, sorridendo.
-Non lo sapeva che è vietato cogliere le rose?
-Mi dispiace, non ci ho pensato.
-Allora pagherà soltanto mezza multa, - disse la guardia, che con quel sorriso avrebbe potuto benissimo essere l'omino di burro che portava Pinocchio al Paese dei Balocchi. Giovannino osservò che la guardia scriveva la multa con una matita senza punta, e gli scappò di dire:
-Scusi, mi fa vedere la sua sciabola?
-Volentieri, - disse la guardia. E naturalmente nemmeno la sciabola aveva la punta.
-Ma che paese è questo?- domandò Giovannino a un cittadino che prendeva il fresco sotto un albero.
Il cittadino, per tutta risposta, cavò di tasca un temperino e lo mostrò bene aperto sul palmo della mano.
-Vede questo?
-È un temperino.
-Tutto sbagliato. Invece è uno «stemperino», cioè un temperino con l'esse davanti. Serve a far ricrescere le matite, quando sono consumate, ed è molto utile nelle scuole.
-Magnifico, - disse Giovannino. - E poi?
«Perché l'ombra ha un pino?»
«Perché le nuvole non scrivono lettere?»
«Perché i francobolli non bevono birra?»
A scrivere tante domande gli veniva mal di testa, ma lui non ci badava. Gli venne anche la barba, ma lui non se la tagliò. Anzi si domandava: «Perché la barba ha la faccia?»
Insomma era un fenomeno: un bambino trasparente. Attraverso le sue membra si poteva vedere come attraverso l'aria e l'acqua. Era di carne e d'ossa e pareva di vetro, e se cadeva non andava in pezzi, ma al più si faceva sulla fronte un bernoccolo trasparente.
Si vedeva il suo cuore battere, si vedevano i suoi pensieri guizzare come pesci colorati nella loro vasca. Una volta, per sbaglio, il bambino disse una bugia, e subito la gente potè vedere come una palla di fuoco dentro la sua fronte: ridisse la verità e la palla di fuoco si dissolse. Per tutto il resto della vita non disse più bugie.

titoli:
Giacomo di cristallo
Il paese con l'esse davanti
Tante domande
Il paese senza punta
BIOGRAFIA DELL'AUTORE