CICCI
di Eleonora Deva
Un giorno d’estate una signora comprò un gattino di nome Cicci. Cicci era tutto arancione tranne una macchietta bianca in mezzo alle orecchie.
A Cicci piaceva molto il latte e amava giocare con le cose rotonde.
Cicci, un giorno, vide un camion pieno di latte e ci saltò dentro. Appena vide che c’erano tantissime bottiglie, incominciò a berle, ma le bottiglie se ne accorsero e incominciarono a inseguirlo.
Cicci scese dal camion, ma le bottiglie lo inseguivano ancora. Cicci trovò un albero di mele e ci saltò sopra. Le bottiglie non lo videro e continuarono ad andare dritte.
L’albero e Cicci diventarono amici e Cicci poteva mangiare tutte le mele che voleva.
Biografia dell'autore
Eleonora ha 7 anni, è alta e le piace giocare con le sue amiche.
UNO GNOMO E UN FORMICHIERE
di Isabella Merlino
C’era uno gnomo che faceva il sarto; lo gnomo era vestito di rosso come Babbo Natale e le sue scarpe erano nere e un po’ viola; viveva in montagna a Salice.
La sua casa era disordinata e lui, visto che se ne accorgeva, decise di rimetterla a posto perché quella sera venivano il formichiere Mauro, la scopa Gelsomina e l’aspirapolvere Marco a fargli visita.
Doveva preparare i dolci e le ciliegie e le mele con la panna.
Si fece velocissimo la doccia e adesso era pronto; il formichiere aveva suonato alla porta e poi arrivarono anche gli altri e si misero a tavola.
La scopa chiese: “Noi vorremmo stare con te per sempre!”. Lo gnomo rispose di sì e poi furono per sempre amici e felici.
Il giorno dopo presero quattro biglietti e andarono in Francia, con l’aereo e rimasero per sempre insieme in Francia.
Biografia dell'autore
Si chiama Isabella e ha sette anni; le piace mangiare la pasta e la frutta. Da grande vorrebbe fare la farmacista.
IL CONIGLIETTO FORTUNATO
di Alessio Andreozzi
C’era una volta una civetta senza amici, perché lei viveva di notte e gli altri animali dormivano.
Il bosco di giorno era allegro, perché c’erano un po’ di animali che facevano festa.
Un giorno un coniglietto, mentre giocavano a nascondino, si perse; tutti gli animali lo cercarono ma nessuno lo trovò.
Si fece notte, la civetta vide il coniglietto e lo portò a casa.
I genitori del coniglietto furono così contenti di avere ritrovato il loro piccolo che per ringraziare la civetta fecero una festa tutti insieme di notte.
La civetta fu molto contenta e capì che farsi degli amici non era poi così difficile; tutte le sere nel bosco cercava animali nuovi da aiutare e con cui fare amicizia.
Biografia dell'autore
Si chiama Alessio Andreozzi, ha otto anni; gli piace molto giocare a calcio e da grande vorrebbe fare il portiere.
IL RAGNETTO TRAVESTITO E IL CAVALLO MATTO
di Beatrice Cordiano
C’era una volta un ragnetto amico di un cavallo matto.
Vivevano in una fattoria piena di animali.
Un giorno ci fu un problema: il cavallo matto diede una zoccolata al ragnetto.
Un animale lo portò dai medici e al ragnetto misero una fascia rossa e lo chiamarono ragnetto infuocato perché era rosso.
Il ragnetto tornò alla fattoria e i suoi amici animali lo accolsero con piacere, il ragnetto si tenne la fascia perché aveva paura che il cavallo matto gli desse un’altra zoccolata.
Biografia dell'autore
Si chiama Beatrice, frequenta la seconda elementare. Sta imparando a suonare il violino, ma da grande le piacerebbe tanto fare la pittrice.
LA SCOPA E L' ASPIRAPOLVERE
di Andrea Mondini
Tanti anni fa c’erano un Aspirapolvere e una Scopa, i due erano arrivati e si erano messi a pulire tranquillamente.
Il carattere di Scopa era diverso da quello di Aspirapolvere.
Scopa era abituata a pulire, giocare e fare i dispetti ad Aspirapolvere; a lui piaceva fare il parrucchiere.
Però quella casa era in Affitto; loro dopo aver lavorato andarono al piano di sopra a dormire.
La sera tornò il signor Russo che era il padrone di casa; vide Scopa e Aspirapolvere che dormivano. La mattina si svegliarono e da quel giorno furono felici di pulire tutti i giorni.
Biografia dell'autore
Si chiama Andrea Mondini, ha i capelli castani e porta gli occhiali. Gli piacciono il calcio e il tennis.
IL PETARDO ESPLOSO
di Tommaso Scaffa
C’erano una volta due matite uguali, una gomma sbriciolata, un quaderno strappato, un petardo, un temperino e un righello.
Quegli attrezzi erano amici “per il materiale” e spesso si facevano dei favori.
Un giorno arrivarono le forbici messaggere e consegnarono una busta ammuffita; una delle due matite la lesse e disse: “Per il signor petardo dal suo caro amico fiammifero. Caro petardo qui sta scoppiando la guerra! Tutto incominciò quando avevo trovato un minerale da un miliardo di euro e tutti lo volevano: da lì incominciò la guerra! Ti aspetto entro domani a casa mia”.
Dopo aver sentito la lettera, il petardo partì di corsa.
Dopo tanto tempo non arrivò perché naturalmente esplose e i suoi amici sono ancora lì ad aspettare.
Biografia dell'autore
Tommaso frequenta la seconda elementare. Vive in una casa in collina e gli piacciono molto gli animali.
ZAGUL E LA VACANZA
di Dora Tortarolo
Molto tempo fa prima dei dinosauri esistevano gli orchi della tribù dei Quac.
Nella tribù viveva un piccolo archetto di nome Zagul. Era alto, aveva gli artigli molto affilati, correva molto veloce e aveva un carattere gentile e amichevole.
Sua mamma e suo papà erano molto gentili con la tribù Quac, ma con le altre erano molto aggressivi.
Zagul viveva in una grotta molto rocciosa perché era su una montagna rocciosa.
Un giorno si svegliò alla solita ora.
Non c’era più la tribù Quac: era andata in vacanza d’estate, ma erano partiti per Orcustume e Zagul no!
Per fortuna avevano lasciato l’Algacomunicante che serviva a comunicare con chi volevi, però solo se sapevi l’inno della tribù che volevi.
Allora Zagul cantò l’inno: “Noi siamo orchi della tribù Qauaaac”. Allora prese l’Algacomunicante e disse: “Pronto, sono Zagul. Zia Marge, mi passi la mamma o il papà?”. “Sì” rispose zia Marge e gli passò la mamma.
“Ciao, Zagul” disse la mamma. “Ciao mamma, ha una cosa da dirti molto molto importante” disse Zagul. “Be’ dimmela” disse la mamma. “Mi avete dimenticato” disse Zagul.
La mamma piantò un urlo.
Poi disse: “Vengo subito a prenderti” disse la mamma.
Prese un ramoscello magico e andò a prenderlo.
Zagul saltò sul ramoscello e prese il volo con la mamma e andarono dalla tribù Quac.
Fecero una bella vacanza tranquilla.
Biografia dell'autore
Si chiama Dora, frequenta la 2°B e le piace scrivere, leggere e nuotare.