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| TITOLO: |
TWO COLOR |
| AUTORE: |
Daniela Colombo |
| GENERE: |
Racconto per bambini |
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Il mio amico clown è veramente speciale. Si chiama Two Colors e ha sempre il sorriso sulle labbra, ma c’è stato anche un periodo in cui Two Colors aveva perso il sorriso ed era sempre triste triste. Ma incominciamo dall’inizio. Two Colors aveva un vestito di seta composto da tutti i colori del mondo; era un vestito speciale, magico, infatti i colori si spostavano e si muovevano continuamente e aumentavano o diminuivano d’intensità a seconda del tempo o del suo umore. Anche le scarpe erano magiche, a ogni passo producevano suoni bellissimi come il cinguettio degli uccelli, l’acqua del fiume che scorre, il soffio del vento nel deserto, risate e tutti i versi degli animali. Aveva i capelli ricci ricci colorati come il vestito. Il naso grosso e rosso, se lui soffiava, produceva i profumi più buoni della terra come di cioccolata, di zucchero filato, dei fiori, di terra bagnata, del fieno… insomma tutti i profumi inimmaginabili. Non stava mai fermo in un posto per più di due giorni, voleva conoscere il mondo Two Colors e armato di spirito avventuroso era sempre in viaggio. Visitò tutti i paesi dei continenti, volò perfino su un tappeto magico per tutto l’oriente,oltrepassò l’oceano a nuoto e in groppa a una balena quando era stanco, scalò la montagna più alta del mondo e un’aquila gigante lo aiutò nei tratti più difficili e pericolosi trasportandolo con il suo enorme becco. Conobbe tutti i re, le fate e i folletti dei boschi… e poi era simpatico a tutti. Ma un giorno capitò in uno strano paese, era circondato da mura e un grande portone nero ne bloccava l’entrata. In alto sul portone c’era un cartello bianco con una scritta nera che diceva: VIETATO BUSSARE E’ FATTO DIVIETO AI VISITATORI ENTRARE IN PROIBITO PROIBITO: PAESE CHE CONTA NON SI SA QUANTI ABITANTI PERCHE’ QUI E’ VIETATO CONTARE PS: VIETATO LEGGERE IL CARTELLO E VIETATA ANCHE LA FACCIA STUPITA! Two Colors lesse il cartello e si voltò per tornare indietro, fece due passi e si fermò. La curiosità era tanta che non seppe resistere, prese una bella rincorsa e OPLA’ con un bel salto scavalcò il muro di cinta ed entrò in Proibito. Ciò che vide lo fece restare senza fiato e senza parole perché, e qui so che non mi credete, Two Colors era entrato in un paese dove i colori non esistevano, era tutto in bianco e nero con qualche sfumatura di grigio. Era, come posso spiegare, come essere dentro una vecchia fotografia o un film in bianco e nero per l’appunto. Superata l’incredulità Two Colors incominciò ad apprezzare ciò che vedeva, anche perché mai fino ad allora gli era capitata una cosa del genere e decise di esplorare il paese. Bellissime erano le case tutte bianche e nere, c’era anche il mulino, la panetteria, la scuola, prati, alberi tutto in bianco e nero. Two Colors camminando di qua e di là per le vie del centro iniziò a fischiettare allegramente quand’ecco che un urlo lo bloccò. “ AAAHHH! Ma cos’è questo rumore?” Chi parlava era una donnina in bianco e nero con al guinzaglio un bel cagnolino bianco. “ Ma giovanotto non sa lei forse che è proibito fischiare? Ma perbacco che bagliore di vestito con tutte quelle cose che si muovono, si spostano, si irradiano e si illuminano… Belle eh, belle davvero… non so cosa siano ma… comunque qui sono proibite. E i capelli, giovanotto, qui sono proibiti i ricci, non lo sa??? E anche il naso grosso e rotondo non va bene. Ora vado immediatamente dal sindaco e lei aspetti qui” Ma mentre la donnina faceva per girare i tacchi per andare dal sindaco, il suo cagnolino abbaiò festoso a Two Colors e agitò la codina. “ Arturguido zitto. E’ proibito abbaiare e scodinzolare!” Intanto tutti gli abitanti del paese incuriositi dal baccano, che a Proibito era proibito, si erano radunati intorno a quello strano personaggio, guardandolo diffidenti e borbottando tra loro. Anche i bambini si erano raccolti intorno a Two Colors e lo guardavano esterrefatti, e poi improvvisamente incominciarono tutti quanti a ridere e a ridere e prendendosi per mano, sempre ridendo a crepapelle, fecero un girotondo intorno al clown. “ Cosa succede qui?!?” Era il sindaco di Proibito che era arrivato, la faccia seria non prometteva nulla di buono. “ Ma Signor Sindaco io sono un clown ed è giusto che con me i bambini ridano” “ Giusto o no lo decido io!” disse il sindaco “ E poi qui siamo a Proibito e sono proibiti i clown ed è proibito far ridere i bambini. Capito!!! E ora mi lasci pensare a una giusta punizione per lei” “ Signor Sindaco… stavo pensando…” azzardò un abitante del villaggio. “ Zitto tu che è proibito pensare” e poi rivolto al clown il sindaco proseguì “ Eh sa, solo io ho questo privilegio. Sa com’è sono il sindaco io … Ora vediamo un po’..” proseguì il sindaco massaggiandosi la barba bianca “ In prigione no perché sono proibite, la multa no perché è vietata, non guardare i cartoni animati per un mese no perché i cartoni sono proibiti… Ecco ci sono! Potrei farla diventare esattamente come noi. Ecco, per esempio, tolga l’abito che ha indosso e metta questo” disse porgendogli un vestito bianco “ Tolga le scarpe e indossi queste che sono belle, lucide e nere, e ora un bel taglio alla zazzera ricciuta, ecco così, zic zac, e questo cappello nero e bianco le sta una meraviglia. Ora per il naso… ecco, ecco ci sono, una bella cancellatina con la gomma da cancellare, una passatina qua e una la e via sto coso che non so cosa sia ma che qui è proibito” e cancellò così anche il naso rosso del clawn. E così Two Colors divenne bianco e nero. Inizialmente trovò divertente la situazione e si adeguò alla vita e alle regole del paese. Passarono così le settimane, i mesi e alla fine passò un anno. Two Colors non era più lui, era diventato tristissimo, ma non poteva neanche piangere perché lì era proibito pure quello. Non si ricordava neanche più come era fatto un sorriso, ma una mattina si svegliò e decise che doveva assolutamente fare qualcosa per se stesso e per tutta quella gente che viveva una vita malinconica in bianco e nero. Aveva visto il sindaco mettere il suo vestito all’interno di una cassa bianca posta su un armadio nero della sua casa in bianco e nero. Quatto quatto entrò nella villetta del sindaco mentre non c’era, prese la cassa la aprì e vi trovò il suo vestito. Per un momento fu abbagliato dalla luce dei colori poiché non era più abituato a vederli, poi con coraggio lo indossò, prese le scarpe e le infilò, poi toccò con il pollice il rosso del vestito e se lo strofinò sul naso che magicamente ritornò rosso come un pomodoro maturo, passò le mani sul vestito e poi si massaggiò la testa e i capelli che si ricolorarono. Si guardò intorno e decise di fare una magia: soffiò con il naso rosso e grosso e profumò tutta la casa di violette e mughetti, strofinò le scarpe a terra e riempì la casa di risate e canti e alla fine decise di dare il tocco finale… colorò la casa di mille colori. Quindi uscì soddisfatto di corsa, e di corsa fece tutto il paese. Al suo passaggio toccava ogni cosa e tutto si colorava, soffiando con il naso riempì il villaggio di profumi dei fiori, di buon cibo e della terra e con le scarpe produsse un frastornante suono di campane a festa. Intanto la gente del villaggio sentendo tutto quel rumore usciva incredula dalle case e vedendo il loro paese non più in bianco e nero ma a colori incominciò ad acclamare il clown applaudendo e ridendo e, miracolo dei miracoli, alla prima risata anche gli abitanti incominciarono a colorarsi senza neppure essere toccati dal clown. Erano tutti felicissimi, sensazione questa a loro sconosciuta fino a quel momento. Arrivò anche il sindaco serio serio e in bianco e nero. “ Ma cosa sta succedendo qui? Siete impazziti? Ritornate tutti come eravate prima, forza!” “ BOOOHHH!!!” fecero in coro gli abitanti. “ Vi ordino di ritornare come prima” “RIRIRIBOOHH!!!” urlarono tutti insieme. Allora una bambina si avvicinò al sindaco, lo prese per mano e lo fece chinare fino a quando la faccia del sindaco non fu quasi a un palmo dalla sua; con i due indici tirò le labbra del sindaco all’insù disegnando un bel sorriso e poi gli schioccò un sonoro bacione sulle guance. Al sindaco scesero dagli occhi due grosse lacrime ma non sapendo cosa fossero le asciugò con le mani, ma più cercava di fermarle e più queste scendevano e successe che man mano che le lacrime sgorgavano anche il sindaco si colorò. Quel giorno, inutile dirlo, fu una grande festa per tutti, cantarono a più non posso e ballarono fino a notte inoltrata. Il giorno dopo Two Colors e il sindaco decisero di togliere lo stupido cartello “PROIBITO” e di aprire il portone per sempre. Per Two Colors si era avvicinato il momento di partire, quell’avventura era terminata e altre lo stavano aspettando. Abbracciò con lo sguardo tutto il paese e tutti gli abitanti di “ NON PROIBITO”. Il sindaco gli tese la mano e con un sorriso che andava da orecchio a orecchio disse una sola parola: “ GRAZIE” .
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| BIOGRAFIA DELL'AUTORE |
Mi chiamo Daniela Colombo, ho 41 anni e come lavoro faccio l’ infermiera professionale. Sono mamma di tre bambini e forse è proprio per questo che mi piace scrivere favole e storie per ragazzi. A questa passione vorrei dedicare più tempo, ma forse devo aspettare che i miei ragazzi siano un po’ più grandi.
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