ARCHIVIO STORICO
TITOLO: Delitto al museo
AUTORE: Magda Massaglia - 14 anni
GENERE: Racconto

 

È mattina al Gilmans Museum. Una di quelle fragranti mattine di maggio,dove l’aroma di fiori e il vento fresco  rendono le persone più allegre e spigliate. Probabilmente è per questo motivo che Charles Stanton,anziano custode del museo, fischietta allegro per i corridoi. Un’occhiata agli animali impagliati che lo fissano con i loro occhi vitrei e impassibili, uno sguardo alle statue dei gloriosi primi cittadini e infine una capatina nel salone dei quadri. Charles contempla i ritratti e i paesaggi catturati dai pennelli di artisti del posto. Sono quadri destinati ad ammuffire,ad annegare nel triste mare dell’oblio. Meno male che c’è il famoso “la cattedrale di Salisbury”,opera eccelsa di John Constable,unico vip del luogo e donatore dell’opera per cui,secondo molti,val la pena di visitare il Gilmans Museum. Charles avanza tronfio e fiero verso l’angusta stanzetta dov’è custodita la tavola. Ma subito si accorge che c’è qualcosa che non va. Un odore acre pervade improvvisamente l’entrata della saletta. Charles si ferma istintivamente. Rallenta il passo,frena la sua felicità,irrigidisce le mani e con una lentezza spettacolare si avvia all’interno della stanza. I suoi arzilli occhi azzurri scorgono sgomenti nell’oscurità del luogo una pozza di un liquido vischioso che si allarga a vista d’occhio. Più in la,un uomo giace riverso come una marionetta abbandonata. Il corpo dell’individuo in questione è sormontato dal  quadro che si è conficcato,con un angolo della cornice dorata e appuntita, fra le costole. Il volto è stato privato degli occhi che giacciono gelatinosi e informi in un angolo della sala. Il grottesco e terrificante spettacolo che si offre agli occhi di Stanton non frena il suo buon senso e l’anziano custode si dirige urlando e inciampando verso il telefono del museo da dove chiama la polizia della vicina Roxton.
Il poliziotto dall’altro capo del telefono quasi rimprovera il disgraziato Charles e lo accusa di uno scherzo puerile e idiota. Ma dai lamenti e dalle affermazioni del poveraccio capisce che in realtà c’è qualcosa di vero e invia sul posto due agenti,Ringson e Williamson,noti in tutta la centrale per la loro passione per l’horror. “Avranno pane per i loro denti” sogghigna il poliziotto fra sé e sé. Intanto i nostri impavidi eroi non perdono tempo e animati dalla loro morbosa curiosità si precipitano nel piccolo paese di Effexton,nella contea dello Yorkshire. “Ehi, Ringson! Siamo arrivati!” dice Williamson indicando l’austera costruzione del Gilmans Museum. I due “cops” scendono dall’auto con un gesto da Starsky e Hutch ma Ringson sbatte troppo forte la portiera e si procura di conseguenza un accorato insulto di un vecchietto che stava facendo la siesta. Mentre Williamson ride della sorte del compagno,inciampa teatralmente in una pietra e esattamente a testa in giù arriva fino ai piedi del sindaco che staziona sull’entrata del museo. “Ma da dove venite? Da “scuola di polizia”?” chiede il primo cittadino ai due eroi appena arrivati da Roxton. “Siamo qui per l’omicidio appena avvenuto!” dice Ringson,aggiustandosi lo scalcinato berretto. “seguitemi” sospira Grack,il sindaco. I due poliziotti,ansiosi e scalpitanti come bambini,seguono Grack verso il terrificante luogo del delitto. Nonostante siano conosciuti come “i due idioti” Williamson e Ringson sono i migliori stomaci forti della stazione. Ne hanno viste di cotte e di crude per la loro breve esperienza(hanno solo 30 anni ma hanno seguito parecchi omicidi) e sono proprio i tipi giusti per questo terribile assassinio.
Varcata la soglia della sala,i due mutano rapidamente il loro stato di infantile e morbosa curiosità in tremendo disgusto. Ringson,prendendo con sé tutto il suo coraggio, cerca di identificare il corpo. “Si tratta di Simon Avon,figlio del direttore del museo. Un pazzo. Amava quel quadro alla follia. L’osservava da ogni posizione per poterlo riprodurre al meglio. Una volta l’ho trovato che lo guardava gattonando.” Sussurra una voce flebile e terrorizzata alle spalle di Williamson che è rimasto sulla soglia ad aspettare il compagno. “Nome?” chiede il poliziotto “codardo”.
“Charles Stanton,custode del museo” dice il vecchietto. “Signor Stanton,lei conosceva bene Avon?” domanda Ringson osservando il cadavere. “oh si,era sempre qua. Gli dicevo sempre di fare attenzione al quadro visto che i chiodi che lo sostengono  diventano subito arrugginiti ed è per questo che spesso la tela cade e infilza talvolta qualche topolino di passaggio” conclude Stanton, lanciando un’occhiata tremante al cadavere. I due poliziotti si fissano interdetti. Va bene un serial killer,ma addirittura un quadro assassino! “ questo può spiegare l’infilzamento ma gli occhi cavati?” chiede con una smorfia Williamson. Il vecchietto guarda entrambi gli agenti con un’aria triste e sconsolata,bofonchiando “ah,questo non lo so. Siete pagati per indagare? Fatelo!” e si allontana a razzo. “Bene,ora ci tocca indagare e chiedere a tutti se ieri sera sono andati in giro a cavare occhi alla gente!” dice Ringson,con il suo tono ironico. “Incominciamo dai parenti poi passiamo a quelli che abitano vicino al museo” propone Williamson. “Per una volta hai avuto un’idea intelligente” afferma Ringson guardando l’amico. “ Allora andiamo!” ribatte Williamson,dirigendosi verso l’uscita del museo.
Il sindaco,il custode e uno sparuto gruppo di gente aspetta trepidante il verdetto dei due valenti investigatori. “Eh bè,probabilmente è morto ucciso dal quadro che gli si è conficcato fra le costole e qualcuno ha pensato di cavargli gli occhi.” dice senza troppa enfasi Ringson,unico per ora ad essersi avvicinato al putrescente rifiuto umano. “Mio figlio ucciso da un quadro! Che stramaledetti idioti di poliziotti abbiamo qua!” gracchia una voce roca e minacciosa. Improvvisamente la folla si apre a ventaglio e un tipo alto,vestito di nero,magro e con un volto lungo e smunto si avvicina a grandi passi verso i due poliziotti che si sono fermati sull’uscio. “Il signor Avon,suppongo” sussurra Ringson. “Esatto! Volete spiegarmi cos’è questa storia?” risponde il lugubre individuo. “Dov’era ieri fra le 21 e le 22,ora in cui è avvenuto il decesso secondo il dottor Rag,che ha appena finito di esaminare il cadavere?” chiede senza troppi complimenti Williamson. “Ero a casa,stavo guardando la tv. Lo può confermare mia moglie che era con me e stava facendo la stessa cosa” sbotta scortesemente Avon che detto questo, si allontana verso una lunghissima macchina nera parcheggiata di fronte al museo. Colti di sorpresa da questo atteggiamento,i poliziotti cominciano a interrogare le altre persone ma non ottengono nulla di soddisfacente.”Ho solo capito che gli Avon sono la famiglia più ricca della zona” sbuffa Ringson,sfogliando il taccuino. “Per questo andiamo da Mrs Geyton,che abita proprio attaccato al museo. Magari ha visto qualcosa in più” afferma Williamson,spingendo il cancello bianco immacolato di casa Geyton. Una signora sulla settantina vestita in completo da giardino e con un cappello  a tesa larga saluta gli ospiti con un sorriso a 32 denti.” Buongiorno cari,chi siete?” domanda in tono stucchevole e dolce.
“ Agenti Ringson e Williamson,polizia di Roxton” esclamano all’unisono i due poliziotti. “ Oh,siete venuti per la morte del povero Simon? Che sfortunato fanciullo! Ma entrate,prego,è l’ora del te” cinguetta la signora Geyton. Ringson s’interroga sullo strano modo di parlare della zuccherosa mrs Geyton e accetta l’invito anche per conto di Williamson,che è improvvisamente caduto in uno stato di catatonia. “Puoi sforzarti di fare una faccia un po’ più intelligente?” domanda Ringson all’amico “ Questa signora è uguale alla mia cara nonna! Che nostalgia!” singhiozza lui in tono idiota. Ringson sospira e si dirige,seguendo la padrona di casa, nel salone. “Accomodatevi!” invita la Geyton,scostando due sedie dall’aspetto fragile e prezioso. Ringson e Williamson si accomodano con cautela e lo fa anche Geyton.”Oh lo conoscevo! Veniva qualche volta a prendere il tè da me. Era tanto amico di Lullaby,la mia cara figlia” dice mostrando una foto della ragazza,una ventenne molto carina“Se proprio devo dire qualcuno che lo odiava,certamente il signor Track,il macellaio.” I due poliziotti si guardano. Ecco qualcuno che potrebbe aver commesso l’omicidio! “ Non so esattamente il motivo,mi pare perché Simon non aveva pagato una bistecca tempo addietro.” Conclude la signora Geyton sorseggiando educatamente il tè e sbocconcellando qualche wafer alla fragola. “Bene signora. Ora dovremmo proprio andare” dice  Ringson e dando di gomito a Williamson,impegnato a imitare la stessa finezza con cui la padrona di casa beve il tè. “Hai sentito,Williamson? Forse abbiamo trovato il colpevole! Dobbiamo andare dal macellaio Track e fargli qualche domandina!” esclama esultante Ringson,conducendo l’amico alla macchina d’ordinanza. In un batter d’occhio,i due sono dal fantomatico macellaio che si trova proprio nel centro della minuscola cittadina. Il negozio di Track odora di disinfettante e sembra di entrare in un ospedale. Un signore di mezz’età domanda ai due nuovi arrivati se hanno bisogno di qualcosa. “ cerchiamo il signor Track. Siamo due agenti di polizia” “ Sono io. C’è qualche problema?” domanda leggermente preoccupato il macellaio. “E’ a proposito dell’omicidio di Avon. Ci è stato riferito che non eravate proprio in buoni rapporti,vero? Dov’era ieri fra le 21 e le 22?” sbotta impetuosamente Williamson rimasto fino ad allora zitto e assorto nei suoi pensieri. “ Beh,non eravamo certo amici ma non ci odiavamo. Perché non chiede piuttosto alla signora Geyton? L’ho rimproverava perché lo sorprendeva a guardare troppo insistentemente sua figlia. E le dirò di più” conclude con una pausa significativa Track.” Ieri sera ho visto un’ombra uscire da casa Geyton e dirigersi con aria furtiva verso il museo. Era buio ma giurerei di aver riconosciuto proprio la nostra signora Geyton” dichiara Track con l’aria di chi ha ragione .
“ A quell’ora il museo non è aperto, come fa a dire che stava andando proprio lì?” afferma con una certa logicità Ringson. “ Oh si,che era aperto! Era il giorno di apertura serale. Chieda pure a Stanton!” dice Track,gettando una pezza sporca di sangue sul bancone lucente. “ comunque io stavo andando a casa. Avevo appena chiuso il negozio perché dovevo fare delle pulizie. Chieda pur ai miei commessi.”  Afferma il macellaio indicando due giovani alla cassa che rispondono con un sì sincero e veritiero. “ A questo punto il cerchio si restringe. Andiamo,Williamson,dobbiamo chiedere ancora delle cose a Stanton e alla signora Geyton”  riflette ad alta voce Ringson.
I due poliziotti escono dal negozio ringraziando Track dell’aiuto e ritornano indietro a tutta velocità. Come due furie,entrano nel Gilmans Museum e ignorando il cartello “NON DISTURBARE” affisso sul vetro dell’ufficio del custode,chiedono ad alta voce “Signor Stanton,ieri il museo è restato aperto fino a tardi?”. Charles Stanton,sorpreso dall’irruzione improvvisa degli agenti risponde con cenno affermativo. “ Si ricorda  chi è venuto a visitare il museo?” domanda Williamson.  “c’erano Avon e la signora Geyton. Ho visto Avon entrare nella sala dov’è stato ucciso ma non l’ho rivisto uscire.” Dice tossicchiando il vecchio custode. “Cos’ha fatto allora?” “ e cosa le ha detto Geyton?” domandano all’unisono Williamson e Ringson. “ una cosa alla volta! Maledizione!” dice spazientito Stanton “ comunque,ho chiesto alla Geyton se sapeva dov’era andato. Lei mi ha risposto che mi ero addormentato un attimo e in quel momento lui era uscito. Io gli ho risposto che quella sera ero piuttosto stanco e l’ho ringraziata. Lei mi ha detto che aveva notato che ero piuttosto sfinito e mi ha detto che aveva chiuso per me la porta della sala . A quel punto l’ho nuovamente ringraziata e me ne sono andato con lei,chiudendo naturalmente prima tutte le luci ” finisce Stanton. “E non ha sentito nessun rumore provenire dalla stanza?” chiede Williamson “ Ho già detto che ero stanco quella sera e non ho fatto molto caso ai rumori del museo!” ringhia quasi il nostro amico custode. “ Mi sa che abbiamo un colpevole! Williamson, convoca i signori Avon e la signora Geyton! È ora di conoscere la verità!” dichiara trionfale Ringson.
Poco dopo,un rombo di auto e un rumore di tacchi annunciano che gli ospiti sono arrivati. Williamson li fa entrare nel museo,dove li attende a braccia conserte Ringson. “Signori,abbiamo l’assassino! Ed è….. la signora Geyton!” esclama trionfale il poliziotto “ Ma cosa dice? Io non ho fatto assolutamente nulla!” “ Dica la verità! Ha ucciso Simon Avon perché guardava con insistenza sua figlia. Se non  ha memoria le racconto io il fatto. È entrata nel museo,sicura di trovarci Avon. Ha dato dei sonniferi di breve intensità a Stanton. In seguito ha raggiunto il giovane e approfittando del fatto che il quadro era di nuovo caduto,si è offerto di aiutarlo ma ha preso la piccola tela in mano dalla cornice appuntita e l’ha piantata nelle costole di Avon. Poi mentre la vittima era ancora agonizzante ha preso un coltellino ed ha accuratamente cavato gli occhi a Simon. Poi si è pulita ben bene con un fazzoletto, ha rimesso tutto in borsa,ha chiuso la porta e se ne andata. Non è vero,signora Geyton?” “E dove sarebbe l’arma del delitto?” domanda sogghignante la signora,con una strana e folle luce negli occhi castani. “Eccola!” dice Ringson,estraendo un coltellino svizzero avvolto in un sacchetto dalla tasca “ L’ho trovato mentre vi stavo aspettando. L’ha nascosto sotto la colonna che regge la descrizione del quadro,vero?” domanda beffardo il sagace poliziotto contento della logicità dei suoi ragionamenti “L’ho fatto solo per difendere la mia bambina….” Mormora la Geyton,travolta dal delitto appena commesso. È seduta sulla sedia in maniera scomposta come una marionetta senza fili. “Mildred! Da te non me lo sarei mai aspettato!” esclamano piangendo i genitori di Simon. “Se vuole seguirmi..” dice a bassa voce alla Geyton Williamson. Mildred viene portata immediatamente a Roxton,dove viene portata in carcere con l’accusa di omicidio. Intanto a Effexton si celebra il funerale di Simon. Ci sono tutti. Il macellaio Track depone sulla tomba un fiore singolo pensando che non prova più astio per quel giovane un po’ strano e sognatore,innamorato di Lullaby  Geyton. E c’è anche lei,la bella ventenne, che appoggia con le lacrime che corrono lungo quelle guance perfette una copia di “la cattedrale di Salisbury”. ….
Al commissariato tutti applaudono quei due  poliziotti abili che meritano il soprannome di starsky e hutch al posto di quello di idioti.
Segretamente, Williamson piange quella vecchina tanto dolce che si è poi rivelata un assassina feroce. “Il mondo è così”  dice fra sé e sé “ in ogni cosa,l’apparenza inganna”.
Con un gesto tranquillo inserisce il dossier Avon fra i casi risolti e ci attacca sopra un adesivo:

"FINE"                               
          

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