Salve, mi presento, sono la Fiducia. Bene direte voi, male rispondo io, per me non è un bel momento, le cose non girano nel loro verso, fra i Sentimenti sono considerata la “precaria”, la “flessibile”, come si usa dire oggi. L’essere umano mi ha mollata e sarei perennemente disoccupata se non fosse per quel nugolo di irriducibili che per convinzione non mi abbandona mai.
Cosa è successo, mi chiederete. Non lo so, ci sto riflettendo. Un tempo ero sempre in azione, tutti mi volevano e io correvo dappertutto: avrò commesso certamente qualche leggerezza, ma diamine può succedere a chiunque di sbagliare. Forse all’inizio ho sottovalutato il problema, ma perché farmene una colpa, io per mia natura sono fatta di ottimismo e credevo di tenere sotto controllo la situazione e invece mi stava sfuggendo di mano. Non dovevo fidarmi dei sondaggi che mi davano in ripresa; tutti, tranne me, sanno che le indagini conoscitive sui sentimenti e sulle idee politiche sono inaffidabili. Ciò che avevo pensato fosse un momento transitorio, si era rivelato al contrario un comportamento stabile. Non riconosco più gli esseri umani e la causa di questo cambiamento è da imputare solo a me. Non avevo capito che la mia assenza stava generando mostri. Ne avevo parlato anche con un mio caro amico psicanalista, lo confesso, il senso di colpa mi stava attanagliando.
“Il senso di colpa”, egli mi aveva spiegato,” può produrre una condizione di impasse che si traduce nella perdita della possibilità stessa di decidere e di agire in vista di una meta che produca soddisfazione; l’intoppo impedisce la realizzazione di ciò che si vuole e genera dunque una tristezza di fondo, che determina non poter realizzare i propri desideri e i propri progetti.”
Dunque, ricapitolando, poiché stavo vivendo una tale condizione, non ero in grado di realizzare i miei desideri e portare a termine i miei progetti, dovevo quindi agire immediatamente se non volevo precipitare nel baratro di una tristezza, dalla quale non mi era dato di sapere come e quando sarei uscita. Una catastrofe, non mi potevo permettere tutto questo. Io ho il terrore dei sensi di colpa per cui decisi di affrontare il problema. . Chiesi una convocazione straordinaria degli altri Sentimenti, dovevo informarli su ciò che mi stava capitando, facciamo sempre così quando qualcuno di noi è in difficoltà.” E’ solo affrontando la questione nella sua totalità che si può riuscire a eliminare il senso di colpa e a ritornare se stessi.
Risposero in molti al mio invito, i primi ad arrivare furono la Serenità e la Pace, poi giunsero anche la Rabbia, il Timore e la Paura.
Dopo aver esposto le mie difficoltà ad una platea molto attenta, mi meravigliai che fosse proprio la Paura a chiedere di parlare per prima, di solito il suo atteggiamento era alquanto riservato e non era facile ottenere un suo parere, questa volta, nientemeno, si era proposta lei e la cosa non mancò di suscitare stupore tra i presenti.
“Cari sentimenti”, cominciò alzandosi con una certa baldanza, lei sempre così schiva e trepidante,” mai come in questo periodo sono stata incombente nei confronti dell’uomo, e la cosa non mi lusinga affatto, anzi, mi turba. Prima infatti ero addirittura assente principalmente tra i bambini e gli adolescenti, ora invece sono presente sotto molteplici aspetti nel quotidiano degli uomini. A volte, come mio sostituto ho mandato il Timore, ma pare che sia un sentimento troppo soft, incapace di esprimere appieno lo stato d’animo che oggi vive l’essere umano: non lo vogliono, preferiscono me, e nel peggiore dei casi reclamano il Terrore. La mia presenza dilagante, io lo vedo, ha imposto dei cambiamenti nei loro rapporti che una volta erano duraturi e piacevoli, ora quasi inesistenti. Oggi dominano la Diffidenza,l’Odio e, purtroppo, io stessa, la Paura e per questo nessuno più cerca la Fiducia. Si è vero sono stati commessi degli errori di valutazione che hanno portato a fratture insanabili, ma è proprio su questi errori che, secondo me, dovrà avvenire il recupero dell’uomo e il ripristino del ruolo dei sentimenti, altrimenti sarà la fine. Io personalmente sento molto la mancanza della Fiducia, la sua assenza svilisce anche la mia funzione. Ho il mondo in pugno”, continuò lanciandomi uno sguardo affettuoso,” dovrei essere felice, ma non lo sono. La mia insistente presenza mi preoccupa”, continuò la Paura, “ è pericolosa, alimenta il sospetto e genera ostilità e isolamento, e sia chiaro, parlo contro il mio interesse, io non voglio esercitare un potere che porti solo alla distruzione, io rivendico la mia funzione, che è quella di esserci, magari solo in alcuni momenti, per reali esigenze, e possibilmente sempre quando è necessario che sopraggiunga la Prudenza.
Dopo aver completato il suo discorso la Paura si afflosciò sul suo scranno come se all’improvviso la tensione emotiva che l’aveva sorretta fino ad allora l’avesse abbandonata. Un brusio di approvazione si levò dai banchi dove erano seduti gli altri sentimenti.
I vari interventi avevano dato una boccata di ossigeno al mio morale; l’analisi fatta dalla Paura era stata puntuale e ricca di suggerimenti, utili per rinnovarmi. Sarei ripartita proprio da me, con umiltà, solo così avrei trovato la forza di ricostruire quei rapporti umani di cui si erano perse le tracce, ma per la cui rinascita tutti i Sentimenti si erano detti pronti a lottare. Anche le osservazioni della Serenità che spiegavano i motivi della mia assenza nella vita dell’uomo, mi avevano fatto capire che spesso, nel passato, avevo esercitato la mia azione soprattutto nella mente, senza scendere nel cuore dell’essere umano. Questo era stato il mio errore. La mente, deve sempre vegliare ma ascoltare anche la voce del cuore, altrimenti accadranno solo disastri.
L’uomo è in grado di compiere cose straordinarie solo se io sarò sempre presente nella sua ragione e nel suo animo.
Dovrò fare molta attenzione, in futuro.