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ARCHIVIO STORICO
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| TITOLO: |
Verso l'ignoto |
| AUTORE: |
Daniele Conserva |
| GENERE: |
Racconto |
Non avrebbe dovuto accettare quel passaggio. Lo pensò quasi subito, appena seduto sull’elegante sedile in pelle. L’auto scivolava adagio nella di pioggia. Sentì che iniziava a sudare nell’abitacolo dell’automobile, dopo l’acquazzone improvviso che lo aveva completamente inzuppato. Pensò che avrebbe rovinato anche la pelle del sedile con il suo soprabito bagnato e fece un gesto a scusarsi del danno che stava arrecando. La donna, elegante e un poco austera, gli sorrise: lo stesso sorriso che gli aveva offerto nell’invitarlo a salire in macchina poco prima. Proprio quel sorriso gli aveva fatto accettare il passaggio, era un sorriso che gli ricordava qualcosa di “dejà vu” ma che non sapeva riconoscere. Voleva parlare, dire qualcosa rompere quel leggero imbarazzo che lo avvolgeva. La giovane donna pareva invece completamente a suo agio, non aveva detto nemmeno dove stava andando e lui non glielo aveva chiesto. Eppure stavano andando verso casa sua, ne era certo: riconobbe tra il grigio della pioggia e il nero del cielo l’ insegna di un Bowling che era qualche isolato prima della sua casa. Piano si abituò alla silenziosa situazione e cominciò a sentirsi a suo agio. L’autoradio trasmetteva un notturno di Chopin di cui non ricordava mai il n°, anche se gli piaceva molto. Strinse a sé un poco la piccola borsa di plastica ove c’erano le sei uova appena comprate, la strinse piano ricordandosi che erano uova. Bisognava comunque pur dire qualcosa. “Non ricordo dove l’ho già vista”, borbottò piano. La donna sorrise a lungo, poi voltando un poco il volto, lasciò intravedere una ciocca di capelli chiari sotto il cappuccio dell’impermeabile e disse “non mi ha mai vista prima”. La risposta decisa, lo turbò leggermente. Si sentì improvvisamente stanco. Erano giorni che lavorava molto intensamente per l’inizio della nuova stagione, “sono stanco” disse ad alta voce. “Chiudi gli occhi, ti chiamerò quando arriveremo” rispose la donna, con una voce che gli sembrò nota, ma che non l’inquietò. Sentì un torpore intenso crescergli attorno. Emise un respiro profondo, come faceva da bambino prima di addormentarsi. Socchiuse gli occhi intravedendo le luci d’ingresso di una autostrada che non conosceva. Il viaggio in effetti era ormai troppo lungo. Non sarebbe arrivato presto a casa. Ma non aveva angosce, non aveva timori di nuove mete, si lasciava portare. Le palpebre divennero troppo pesanti. Si lasciò andare. Pensò solamente che a casa non avrebbero mangiato la frittata quella sera… |
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| BIOGRAFIA DELL'AUTORE |
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Daniele Conserva ha 58 anni e vive a Varallo, provincia di Vercelli. E’ autore e interprete di spettacoli teatrali classici e cabaret già dal1972. Ultimi spettacoli realizzati “Per un pezzo di pane” storie di emigranti, nel 2003, “Il tempo degli anni” e “La vita è una canzone” nel 2005, quest’ultimo di prossima programmazione. E’ stato regista di varie opere teatrali. Ama scrivere anche poesie e canzoni. |
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